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Università di Bologna

La nostra storia

L'Università di Bologna ha origini molto antiche che la indicano come la prima Università del mondo occidentale, anche se non la prima di Europa (la prima di Europa è l'Università di Salerno, anche in Italia). La sua storia si intreccia con quella di grandi personaggi che operarono nel campo della scienza e delle lettere ed è riferimento imprescindibile nel panorama della cultura europea.

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L' origine dell' Università di Bologna è attribuita all'anno 1088, data convenzionale fissata da un comitato di storici guidato da Giosuè Carducci. Nonostante i primi veri statuti universitari risalgano al 1317, una fiorente scuola giuricia esisteva già dal XI secolo, quando maestri di grammatica, di retorica e di logica iniziano ad applicarsi al diritto.

I primi studiosi di cui si ha documentazione sono Pepone e Irnerio, quest'ultimo definito dai posteri "lucerna iuris". Con la consulenza di quattro doctores ritenuti suoi allievi, Federico I promulga nel 1158 la Costitutio Habita con cui l'Università diventa, per legge, un loogo in cui la ricerca si sviluppa indipendentemente da ogni altro potere.

Dal XIV secolo alle scuole dei giuristi si affiancano quelle dei cosiddetti "artisti", studiose di medicina, filosofia, aritmetica, astronomia, logica, retorica e grammatica. Dal 1364, viene istituito anche l'insegnamento di teologia. A Bologna trascorrono periodi di studio Dante Alighieri, Francesco Petrarca, Guido Guinizelli, Cino da Pistroia, Cecco d'Ascoli, Re Enzo, Salimbene da Parma e Coluccio Salutati.

Nel XV secolo si costituiscono insegnamenti di greco e di ebraico, e nel XVI secolo quelli di "magia naturale", cioè la scienza sperimentale. El filosofo Pietro Pomponnazzi sostiene lo studio delle leggi naturali malgrado le posizioni tradizionaliste della teologia e della filosofia. Una figura rappresentativa de questo periodo è Ulisse Aldrovandi che estende il suo contributo alla farmacopea, allo studio degli animali, dei fossili d di varie meraviglie di natura che raccolse e classificò.

Nel XVI secolo Gaspare Tagliacozzi compie i primi studi di chirurgua plastica. Il periodo aureo della medicina bolognese coincide con l'insegnamento di Marcello Malpighi nel XVII, che ricorre al microscopio per le recerche anatomiche.

La fama dell'Università di Bologna si propaga, già dal Medioevo, in tutta Europa e diviene meta di ospiti illustri come Thomas Becket, Paracelso, Raimundo de Pegñafort, Albrecht Dürer, San Carlo Borromeo, Torquato Tasso e Carlo Goldoni.

Studiano a Bologna anche Pico della Mirandola e Leon Battista Alberti applicandosi al diritto canonico. Nicolò Copernico vi studia invece diritto pontificio iniziando nel contempo le propie ossevazioni astronomiche.

Con la Rivoluzione Industrialle, nel XVII secolo, l'Università promuove lo sviluppo scientifico e tecnologico. A questo periodo risalgono gli studi Luigi Galvani che, con Alessandro Volta, Benjamin Franklin e Henru Cavendish, è uno dei fondatori dell'elettrotecnica moderna.

Il periodo successivo alla nascita dello stato unitario italiano è per l'Università di Bologna un'epoca di grande rilancio in cui spiccano le figure di Giovanni Capellini, Giosuè Carducci, Giovanni Pascoli, Augusto Righi, Federigo Enriques, Giacomo Ciamician, Augusto Murri.

Nel 1888 si celebra l'ottavo centenario dello Studium, evento grandioso che riunisce a Bologna tutte le universit'a del mondo per onorare la Madre delle Università. La cerimonia diviene una festa internazionale degli studi poiché le università riconoscono a Bologna le loro radici, gli elementi di continuità e i comuni ideali di progresso nella tolleranza.

L'Università continuerà a mantenere questa posizione de centralità sulla scena della cultura mondiale fino al periodo tra le due guerre, quando altre realtà inziano a prendere il sopravvento nel campo della ricerca e della formazione. Essa è dunque chiamata a rapportarsi con le Istituzioni dei Paesi più avanzati intraprendendo un percorso di aggiornamento e crescita. Tra le sfide raccolte con successo, l'Università si impegna in quel confronto con la nuova dimensione europea che condurrà all'innovazione del sistema universitario.

Al giorno d'oggi

Oggi l'Università di Bologna resta una istituzione di grande prestigio ed un punto di riferimento in campo nazionale ed internazionale; è la migliore università italiana secondo la classifica "Times Higher Education the top 200 world universities 2008" nella classifica assoluta (in cui occupa il 192º posto). Al fine di migliorarne la qualità,è stato redatto nell'estate 2008 il nuovo regolamento studenti che elimina la figura dello studente lavoratore mediante l'uso della decadenza al terzo anno fuori corso.

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Attualmente nelle sue 23 facoltà ospita quasi 100 mila studenti e ha sedi didattiche a Reggio nell'Emilia e Imola e quattro poli scientifico-didattici in Romagna rispettivamente a Ravenna, Forlì, Cesena e Rimini. Inoltre dispone di una scuola per l'eccellenza negli studi, il Collegio Superiore, e di una sede distaccata all'estero a Buenos Aires.

Proprio a Bologna è stato ratificato recentemente un trattato per il rinnovo e l'armonizzazione dei sistemi universitari europei (Dichiarazione di Bologna).

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